Sciacca Notizie
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giovedì 28 febbraio 2008
Vincenzo Licata
Vincenzo Licata
Giuseppe Maniscalco
UNA MATTINA D’ESTATE ALLO STAZZONE
Rumoreggia il fruscìo delle onde
nella tiepida calura delle otto di mattina.
Una mattina,
la solita di sempre
fra le squallide sponde
allo Stazzone.
Lì!
Ove traccia di cenere avvolta nel cemento
più non esiste
dell’arso Mulino Cuore che fù!
Pochi blocchi di tufo del vecchio recinto:
unico rudere rimasto
che riaffiora nei ricordi paterni.
Più in là, al porticciolo,
l’ anziano pescatore,
fra schiume melmose
e rottami di vetro sulla sabbia,
fissa ignaro e speranzoso
l’orizzonte incerto del domani.
Pochi pesci
abboccano all’amo
e il triste pescatore
si dilegua.
Di lì a poco anch’io
da quella squallida quiete
mi dileguai.
Nulla di nuovo sotto il sole
che tiepido a quell’ora
da quelle parti si odeva:
solo l’apatia del tempo
che gravita sull’essere.
Mentre come sempre
rumoreggian le solite onde
fra lo svolazzar felice dei gabbiani.
Giuseppe Maniscalco 10-10-2007
Giuseppe Maniscalco
UNA MATTINA D’ESTATE ALLO STAZZONE
Rumoreggia il fruscìo delle onde
nella tiepida calura delle otto di mattina.
Una mattina,
la solita di sempre
fra le squallide sponde
allo Stazzone.
Lì!
Ove traccia di cenere avvolta nel cemento
più non esiste
dell’arso Mulino Cuore che fù!
Pochi blocchi di tufo del vecchio recinto:
unico rudere rimasto
che riaffiora nei ricordi paterni.
Più in là, al porticciolo,
l’ anziano pescatore,
fra schiume melmose
e rottami di vetro sulla sabbia,
fissa ignaro e speranzoso
l’orizzonte incerto del domani.
Pochi pesci
abboccano all’amo
e il triste pescatore
si dilegua.
Di lì a poco anch’io
da quella squallida quiete
mi dileguai.
Nulla di nuovo sotto il sole
che tiepido a quell’ora
da quelle parti si odeva:
solo l’apatia del tempo
che gravita sull’essere.
Mentre come sempre
rumoreggian le solite onde
fra lo svolazzar felice dei gabbiani.
Giuseppe Maniscalco 10-10-2007
Giuseppe Maniscalco
ESTATE A MARAGANI
Ascolto il silenzio
color bianco acquerello dell'onda d'estate
rinfrescar gli asciutti granelli di sabbia
e le torride “giache” (1) di “Maragani”(3)
Quand’anche,
una tempera blu oltremare
tinge d’azzurro sfumato il celeste tavolato
dall’orizzonte all’estremo lembo fra le “giache” (1).
E ancora ascolto
il lento fluir del ruscello,
nascosto fra i canneti
di quell’impervio roccioso declivio.
Ed il “ceuso” (2), che da monte
guarda la sponda del mare
e mostra quel naturale abbandono ancor vivente.
Emozioni idilliache a non finire!
Ove un granchio disperso fra la sabbia
cerca una mano che lo riversi in mare.
Ringraziar vorrei la natura,
con canti e armonie di violini
per il dono dei silenzi dei colori.
E invocar vorrei che l’uomo non contamini
il “ceuso”, le “giache” e il mar di “Maragani”.
NOTE
______________________________________________
(1) “giache”: grossi ciottoli di mare.
(2) ”ceuso”: gelso in dialetto Saccense.
(3) “Maragani”: splendida spiaggia del mare di Sciacca.
20-07-2007
Giuseppe Maniscalco
ESTATE A MARAGANI
Ascolto il silenzio
color bianco acquerello dell'onda d'estate
rinfrescar gli asciutti granelli di sabbia
e le torride “giache” (1) di “Maragani”(3)
Quand’anche,
una tempera blu oltremare
tinge d’azzurro sfumato il celeste tavolato
dall’orizzonte all’estremo lembo fra le “giache” (1).
E ancora ascolto
il lento fluir del ruscello,
nascosto fra i canneti
di quell’impervio roccioso declivio.
Ed il “ceuso” (2), che da monte
guarda la sponda del mare
e mostra quel naturale abbandono ancor vivente.
Emozioni idilliache a non finire!
Ove un granchio disperso fra la sabbia
cerca una mano che lo riversi in mare.
Ringraziar vorrei la natura,
con canti e armonie di violini
per il dono dei silenzi dei colori.
E invocar vorrei che l’uomo non contamini
il “ceuso”, le “giache” e il mar di “Maragani”.
NOTE
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(1) “giache”: grossi ciottoli di mare.
(2) ”ceuso”: gelso in dialetto Saccense.
(3) “Maragani”: splendida spiaggia del mare di Sciacca.
20-07-2007
Giuseppe Maniscalco
RISVEGLIO A SAN MICHELE
S’apre dal ciel radiante una finestra celeste
e un sussurro di luce mattutina bussa alla porta.
Gli occhi ancor socchiusi divagano
fra immagini mistiche e risvegli di prima infanzia
al quartier dei miei Natali a San Michele,
dove a quell’ora,
fra canti di cicala in quell’aria da presepe
il lattaio mungeva la capra davanti casa
e un carrettiere fà il segno della croce
e s’avvia per la campagna.
Mentre un passante come d’uso a quei tempi
vendeva per strada caffè ai clienti.
A pochi passi dalle “Putie”(1) di corso Fazello
dei vecchietti sostavano in attesa
che s’apriva il portone della Chiesa
e ringraziar Gesù per il venir del giorno,
la vita, il respiro e la pace d’ogni giorno.
Goccia di lacrima che dal cuore sgorga
è il vecchio Calvario di Piazza Noceto ormai dismesso:
“luoghi da film in bianco e nero”(2)
dove Pietro Germi, sapiente regista d’intelletto genovese
lasciava di se l’impronta nel paese.
Or la finestra radiante che dal ciel s’è aperta
chiude le persiane al venir della sera
e i lampioni accompagnano i vecchietti alle dimore
dopo aver pregato dentro Chiesa al Signore.
Foglie d’alloro in odor di miele
quei risvegli d’infanzia
al quartier di San Michele.
Giuseppe Maniscalco
NOTE
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(1) “Putie”:In gergo dialettale piccole attività commerciali degli anni “50/60”;
(2)”Luoghi da film in bianco e nero”: Pietro Germi nella città
di Sciacca diresse due film di successo nel 1947 “In nome della legge”
(con Massimo Girotti) e nel 1963 “Sedotta e Abbandonata”(con Stefania Sandrelli).