Sciacca Notizie

sciaccaeventi.it

venerdì 5 settembre 2008

Sciacca: Utilizzare la vecchia rete ferroviaria

Dal 1986 in poi furono in molti a proporre delle idee per cercare di sfruttare l’ormai abbandonata rete ferroviaria. Una di queste fu, per esempio, quella di convertire l’intera tratta per fini turistici: il treno avrebbe trasportato i turisti per tutta la rete ferroviaria e avrebbe concluso la sua corsa negli alberghi dell’ex Sitas. Progetti che, comunque, restarono ad uno stato embrionale. Oggi la linea ferroviaria dimessa è davvero in totale stato di abbandono e l'incontrollata edificazione di abitazioni, che in alcuni casi si è spinta fino alla sede ferroviaria, ha danneggiato l'aspetto ambientale. Ma perché non riconvertire la tratta ferroviaria che va dal fiume Verdura al Carboj in pista ciclabile? Utopia. Invece no e, anzi, un decreto regionale incoraggia proprio le amministrazioni. Infatti, questa tratta, come ribadito a più riprese nei mesi scorsi dall'associazione di promozione sociale l'AltraSciacca, è già stata inserita nel 2005 nel “Piano mobilità non motorizzata in Sicilia” redatto dalla Regione Siciliana.
Questo piano, infatti, individua in tutta la Sicilia dei percorsi ciclabili di notevole interesse turistico sia per le bellezze paesaggistiche che archeologiche. Focalizza proprio questo tratto come uno tra i più rilevanti e lo descrive :”per la buona praticabilità su quasi tutto il percorso, per l’importanza delle località archeologiche e i suoi lidi si presta bene ad essere convertita in itinerario ciclabile dalla rilevante prerogativa turistica“. E’ da rilevare, inoltre, che l’importante riconoscimento della valenza Turistica di questo tratto di territorio, legata alla segnalazione nel “Piano di mobilità“, porta a numerose agevolazioni sia per l’ottenimento di finanziamenti (regionali, nazionali ed europei) sia per la presa di possesso delle aree.
La creazione di una rete dei percorsi ciclabili a livello Regionale può portare ad un notevole sviluppo turistico dello stesso così come è gia successo in altre regioni d’Italia, oltre a rappresentare una valida alternativa alle esigenze di mobilità della nostra cittadina.Non da ultimo è da sottolineare come in altre località turistiche della Sicilia come Menfi, Bosco della Ficuzza e Catania, si è già provveduto a riconvertire la tratta ferroviaria dismessa in pista ciclopedonale.Ma per fare questo il comune dovrebbe acquisire l’intera area di linea dismessa. Sarebbe un iter complicato o dispendioso? Niente affatto.Infatti – dice Giuseppe Genna, funzionario delle Ferrovie dello Stato, al quale ci siamo rivolti - il decreto regionale del 2005, stabilisce, su questi beni, il diritto di prelazione da parte degli enti locali interessati per opere di pubblico interesse.
Alle amministrazioni locali, che vogliono acquisire l'area di una linea dismessa per la conversione in greenway – continua Genna - non rimane che procedere, come per tutte le altre opere pubbliche, alla dichiarazione di pubblica utilità dell'opera. Ma nessuna richiesta è stata mai inoltrata dall’amministrazione e, infatti, veniamo interpellati dagli amministratori soltanto per compiere la scerbatura e le bonifiche nelle zone di nostra competenza. Però c’è anche da sottolineare un altro: se il comune decidesse di acquisire la vecchia linea ferroviaria da riconvertire in pista ciclabile dovrebbe fare i conti con l’edificazione incontrollata di coloro che hanno costruito le proprie abitazioni proprio dove un tempo passava la vecchia linea ferroviaria. Nella città di Sciacca - dice Genna – abbiamo soltanto dato in affitto alcune zone, ma non una frazione dell’ex linea ferroviaria è stata ceduta a privati per la costruzione di immobili. In realtà, invece, sono molte le abitazioni edificate sulla vecchia linea ferroviaria di Sciacca.
A noi non risulta – conclude il funzionario delle ferrovie dello Stato - ma se decidessimo di effettuare un controllo a tappeto e se dovessimo constatare una situazione del genere, procederemmo immediatamente alla denuncia di coloro che si sono appropriati illegalmente dello spazio della vecchia rete ferroviaria.

Franco Iacch Fonte: AgrigentoFlash.it

Sciacca: Utilizzare la vecchia rete ferroviaria

Dal 1986 in poi furono in molti a proporre delle idee per cercare di sfruttare l’ormai abbandonata rete ferroviaria. Una di queste fu, per esempio, quella di convertire l’intera tratta per fini turistici: il treno avrebbe trasportato i turisti per tutta la rete ferroviaria e avrebbe concluso la sua corsa negli alberghi dell’ex Sitas. Progetti che, comunque, restarono ad uno stato embrionale. Oggi la linea ferroviaria dimessa è davvero in totale stato di abbandono e l'incontrollata edificazione di abitazioni, che in alcuni casi si è spinta fino alla sede ferroviaria, ha danneggiato l'aspetto ambientale. Ma perché non riconvertire la tratta ferroviaria che va dal fiume Verdura al Carboj in pista ciclabile? Utopia. Invece no e, anzi, un decreto regionale incoraggia proprio le amministrazioni. Infatti, questa tratta, come ribadito a più riprese nei mesi scorsi dall'associazione di promozione sociale l'AltraSciacca, è già stata inserita nel 2005 nel “Piano mobilità non motorizzata in Sicilia” redatto dalla Regione Siciliana.
Questo piano, infatti, individua in tutta la Sicilia dei percorsi ciclabili di notevole interesse turistico sia per le bellezze paesaggistiche che archeologiche. Focalizza proprio questo tratto come uno tra i più rilevanti e lo descrive :”per la buona praticabilità su quasi tutto il percorso, per l’importanza delle località archeologiche e i suoi lidi si presta bene ad essere convertita in itinerario ciclabile dalla rilevante prerogativa turistica“. E’ da rilevare, inoltre, che l’importante riconoscimento della valenza Turistica di questo tratto di territorio, legata alla segnalazione nel “Piano di mobilità“, porta a numerose agevolazioni sia per l’ottenimento di finanziamenti (regionali, nazionali ed europei) sia per la presa di possesso delle aree.
La creazione di una rete dei percorsi ciclabili a livello Regionale può portare ad un notevole sviluppo turistico dello stesso così come è gia successo in altre regioni d’Italia, oltre a rappresentare una valida alternativa alle esigenze di mobilità della nostra cittadina.Non da ultimo è da sottolineare come in altre località turistiche della Sicilia come Menfi, Bosco della Ficuzza e Catania, si è già provveduto a riconvertire la tratta ferroviaria dismessa in pista ciclopedonale.Ma per fare questo il comune dovrebbe acquisire l’intera area di linea dismessa. Sarebbe un iter complicato o dispendioso? Niente affatto.Infatti – dice Giuseppe Genna, funzionario delle Ferrovie dello Stato, al quale ci siamo rivolti - il decreto regionale del 2005, stabilisce, su questi beni, il diritto di prelazione da parte degli enti locali interessati per opere di pubblico interesse.
Alle amministrazioni locali, che vogliono acquisire l'area di una linea dismessa per la conversione in greenway – continua Genna - non rimane che procedere, come per tutte le altre opere pubbliche, alla dichiarazione di pubblica utilità dell'opera. Ma nessuna richiesta è stata mai inoltrata dall’amministrazione e, infatti, veniamo interpellati dagli amministratori soltanto per compiere la scerbatura e le bonifiche nelle zone di nostra competenza. Però c’è anche da sottolineare un altro: se il comune decidesse di acquisire la vecchia linea ferroviaria da riconvertire in pista ciclabile dovrebbe fare i conti con l’edificazione incontrollata di coloro che hanno costruito le proprie abitazioni proprio dove un tempo passava la vecchia linea ferroviaria. Nella città di Sciacca - dice Genna – abbiamo soltanto dato in affitto alcune zone, ma non una frazione dell’ex linea ferroviaria è stata ceduta a privati per la costruzione di immobili. In realtà, invece, sono molte le abitazioni edificate sulla vecchia linea ferroviaria di Sciacca.
A noi non risulta – conclude il funzionario delle ferrovie dello Stato - ma se decidessimo di effettuare un controllo a tappeto e se dovessimo constatare una situazione del genere, procederemmo immediatamente alla denuncia di coloro che si sono appropriati illegalmente dello spazio della vecchia rete ferroviaria.

Franco Iacch Fonte: AgrigentoFlash.it

Palazzo San Giacomo: I lavori saranno completati in tempo?

Lo scorso 5 maggio sono iniziati i lavori per le opere di progetto di consolidamento e restauro conservativo dei fronti del palazzo San Giacomo Tagliavia, prospicienti il corso Vittorio Emanuele. I lavori, come stabilito nella conferenza di servizi del 18 settembre dello scorso anno, sarebbero dovuti iniziare il 10 aprile scorso, ma gli operai dell’impresa Elcal, con sede a Favara, hanno preso possesso della struttura soltanto il 5 di maggio. Il termine per il completamento, come stabilito da contratto, è previsto per il prossimo 10 ottobre. Ma perché è così importante questo palazzo? Proprio per una questione di sicurezza della struttura e incolumità pubblica, infatti, si decise, nel 2004, di spostare il carnevale, in contrada Perriera. L’ultimazione dei lavori dovrebbe, dopo 3 anni, riportare la kermesse carnascialesca nel suo luogo originario e cioè il centro storico. A 35 giorni della consegna stabilita dal contratto prevista per il prossimo 10 ottobre, abbiamo cercato di capire a che stadio siano i lavori di messa in sicurezza del palazzo San Giacomo. L’impalcatura sembra essere la stessa di maggio e non ci sembra che sia stata ridotta. Non ci sembra che ci siano differenze sostanziali rispetto all’inizio dei lavori. Nessuna transenna sembra sia stata smantellata. Ciò che stupisce, però, è che questa mattina, per una sicura coincidenza, sembra che nessun operaio fosse al lavoro. Alcune parti del palazzo sono state oggetto di lavori ma dall’esterno sembra che il grosso debba essere ancora fatto. Non si sa nemmeno come si sia avviato al problema della piazzetta Cucchiara. Come si ricorderà, infatti, il 26 maggio scorso, dall’impresa edile che sta effettuando i lavori, si era avanzata la proposta di destinare la piazzetta Cucchiara a zona di cantiere edile dove poter trattare i materiali. Poi non se ne fece più nulla, ma lo stesso Ignazio Gallo, direttore dei lavori, aveva detto che l’individuazione di una zona prossima al palazzo San Giacomo per poter trattare i materiali edili era necessaria per continuare i lavori. Anche di questo, non se ne fece più nulla. Ma i lavori di messa in sicurezza saranno davvero completati entro i termini previsti? E’ la domanda che, ormai, in molti iniziano e farsi. Le questioni private che hanno interessato il Palazzo San Giacomo, non interessano, ma quando si tratta di un luogo di rilevanza storica oltre che di fondamentale importanza per la festa sulla quale Sciacca basa parte del suo turismo, la cittadinanza ha il dovere di essere informata.

Franco Iacch Fonte AgrigentoFlash.it

Palazzo San Giacomo: I lavori saranno completati in tempo?

Lo scorso 5 maggio sono iniziati i lavori per le opere di progetto di consolidamento e restauro conservativo dei fronti del palazzo San Giacomo Tagliavia, prospicienti il corso Vittorio Emanuele. I lavori, come stabilito nella conferenza di servizi del 18 settembre dello scorso anno, sarebbero dovuti iniziare il 10 aprile scorso, ma gli operai dell’impresa Elcal, con sede a Favara, hanno preso possesso della struttura soltanto il 5 di maggio. Il termine per il completamento, come stabilito da contratto, è previsto per il prossimo 10 ottobre. Ma perché è così importante questo palazzo? Proprio per una questione di sicurezza della struttura e incolumità pubblica, infatti, si decise, nel 2004, di spostare il carnevale, in contrada Perriera. L’ultimazione dei lavori dovrebbe, dopo 3 anni, riportare la kermesse carnascialesca nel suo luogo originario e cioè il centro storico. A 35 giorni della consegna stabilita dal contratto prevista per il prossimo 10 ottobre, abbiamo cercato di capire a che stadio siano i lavori di messa in sicurezza del palazzo San Giacomo. L’impalcatura sembra essere la stessa di maggio e non ci sembra che sia stata ridotta. Non ci sembra che ci siano differenze sostanziali rispetto all’inizio dei lavori. Nessuna transenna sembra sia stata smantellata. Ciò che stupisce, però, è che questa mattina, per una sicura coincidenza, sembra che nessun operaio fosse al lavoro. Alcune parti del palazzo sono state oggetto di lavori ma dall’esterno sembra che il grosso debba essere ancora fatto. Non si sa nemmeno come si sia avviato al problema della piazzetta Cucchiara. Come si ricorderà, infatti, il 26 maggio scorso, dall’impresa edile che sta effettuando i lavori, si era avanzata la proposta di destinare la piazzetta Cucchiara a zona di cantiere edile dove poter trattare i materiali. Poi non se ne fece più nulla, ma lo stesso Ignazio Gallo, direttore dei lavori, aveva detto che l’individuazione di una zona prossima al palazzo San Giacomo per poter trattare i materiali edili era necessaria per continuare i lavori. Anche di questo, non se ne fece più nulla. Ma i lavori di messa in sicurezza saranno davvero completati entro i termini previsti? E’ la domanda che, ormai, in molti iniziano e farsi. Le questioni private che hanno interessato il Palazzo San Giacomo, non interessano, ma quando si tratta di un luogo di rilevanza storica oltre che di fondamentale importanza per la festa sulla quale Sciacca basa parte del suo turismo, la cittadinanza ha il dovere di essere informata.

Franco Iacch Fonte AgrigentoFlash.it

lunedì 1 settembre 2008

Sciacca si propone per il "farmer market"

Il "mercato del contadino", conosciuto anche con la denominazione inglese di "farmer market", potrebbe presto diventare realtà anche a Sciacca.

Tra le richieste presentate dai vari comuni siciliani e riferite alle direttive impartite lo scorso mese di marzo dall'assessorato regionale per l'Agricoltura, c'è anche quella del Comune di Sciacca, che ha proposto la piazza Alessandro La Rosa, nel quartiere Perriera, come luogo ideale per ospitare gli agricoltori che vogliono vendere al dettaglio la loro produzione agricola.

La zona è spaziosa e consente anche il parcheggio di auto e la percorribilità urbana. Negli uffici regionali anche l'istanza presentata dall'Unione dei Comuni "Terre Sicane" di Montevago, Santa Margherita Belice, Sambuca di Sicilia e Menfi.

La Sicilia ha già stanziato un primo milione di euro per la realizzazione dei primi 20 progetti sul territorio, su proposta dei Comuni o di associazioni tra enti locali, in collaborazione con le principali associazioni di categoria. La città di Sciacca spera di potere essere inserita tra le prime venti istanze di un'apposita graduatoria che sarà stilata a quanto pare entro il mese di settembre.

Giuseppe Recca
Fonte: AgrigentoNotizie.it

Sciacca si propone per il "farmer market"

Il "mercato del contadino", conosciuto anche con la denominazione inglese di "farmer market", potrebbe presto diventare realtà anche a Sciacca.

Tra le richieste presentate dai vari comuni siciliani e riferite alle direttive impartite lo scorso mese di marzo dall'assessorato regionale per l'Agricoltura, c'è anche quella del Comune di Sciacca, che ha proposto la piazza Alessandro La Rosa, nel quartiere Perriera, come luogo ideale per ospitare gli agricoltori che vogliono vendere al dettaglio la loro produzione agricola.

La zona è spaziosa e consente anche il parcheggio di auto e la percorribilità urbana. Negli uffici regionali anche l'istanza presentata dall'Unione dei Comuni "Terre Sicane" di Montevago, Santa Margherita Belice, Sambuca di Sicilia e Menfi.

La Sicilia ha già stanziato un primo milione di euro per la realizzazione dei primi 20 progetti sul territorio, su proposta dei Comuni o di associazioni tra enti locali, in collaborazione con le principali associazioni di categoria. La città di Sciacca spera di potere essere inserita tra le prime venti istanze di un'apposita graduatoria che sarà stilata a quanto pare entro il mese di settembre.

Giuseppe Recca
Fonte: AgrigentoNotizie.it

venerdì 29 agosto 2008

Sciacca: Una variante al Parf consentirà di collegare le abitazioni del lido Salus alla rete fognaria

Una variante al Parf consentirà ai residenti che si trovano nella zona del lido Salus, a Sciacca, di collegare le proprie abitazioni alla rete fognaria cittadina. Grazie a questa variante si cercherà di ri-guadagnare questo tratto sul quale da anni campeggia la bandiera nera. Il collegamento alla rete fognaria, comunque, non interesserà le zone litorali di San Marco, Sovareto, Foggia, Renella e San Giorgio. Ciò significa che circa il 70 % delle spiagge saccensi non usufruiranno ancora di una rete fognaria.

Franco Iacch

Fonte: AgrigentoFlash.it